(A cura di Gianfranco Trabuio, pubblicista)
Il 10 marzo, presso la prestigiosa sede dell’Ateneo Veneto, si è tenuto un Convegno sul tema: "Il Civismo: un modello socio-economico per un futuro sostenibile", un evento che ha visto la partecipazione di illustri relatori tra cui l’economista e statistico Dino Gerardi, l’esperto in statistica ed economia Gianfranco Trabuio, il professore Roberto Di Castro, Don Paolo Magoga delegato vescovile per la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Treviso, il dottor Serafino Pitingaro, statistico, Presidente dell’Associazione Famiglie 2000 della diocesi di Treviso, personalità di spicco nei rispettivi ambiti.
La moderazione, affidata alla giornalista ed editore Mariapia Ciaghi, ha garantito un dibattito dinamico e coinvolgente, offrendo ai partecipanti un approfondimento di alto livello su un tema di grande attualità.
Al centro della riflessione vi è stata l'esplicitazione dei due Paradigmi economici fondamentali dell’Eteronomia (produzione per terzi) e dell’Autonomia (auto-produzione) e delle Modalità economiche in cui questi si declinano (Mercato, Filantropia e Baratti, per l'Eteronomia, e Collettività auto-produttrici pubbliche e private, per l'Autonomia).
Dato che i principali inconvenienti che oggi affliggono i sistemi occidentali, sia a livello sociale che ambientale, si possono far risalire alla struttura essenzialmente Eteronoma che li caratterizza, va da sé che un rimedio non può che venire attribuendo un maggior ruolo alle Modalità economiche dell'Autonomia (cominciando da quelle private), cioè modificando la struttura del sistema, in quanto solo cambiando l'albero si possono cambiare i frutti.
Per rendere operativa questa transizione, sono stati individuati due attori chiave: il Patrocinatore, e l'Attuatore.
Il primo è un Ente non-profit con una chiara missione politica e sociale.
Il suo programma dovrà necessariamente prevedere la diffusione nel sistema di una Modalità dell'Autonomia costituita da una inedita collettività auto-produttiva privata, denominata Accademia Conviviale di Arti e Mestieri, o semplicemente Convivio. Questo consiste in una cooperativa multi-attività, a carattere mutualistico, cioè una struttura di prossimità (costituita da un insieme di botteghe artigiane di nuova generazione, nella quale ha luogo la trasmissione intergenerazionale dei saperi) dove chiunque può trovare formazione-lavoro-reddito, la quale, essendo standard, economicamente sostenibile e non necessitando di innovazione, né di prodotto né di processo, può essere facilmente diffusa ovunque richiesto.
Il programma del Patrocinatore, che promuove e sostiene la diffusione del detto modello cooperativo potrà dunque, sorprendentemente, includere l'eliminazione totale e permanente dell'inattività involontaria, comprendente la disoccupazione nel sistema (considerando che le famiglie dei soci auto-produttori non riducono la domanda sul mercato locale, cioè in ambito Eteronomo, ma la modificano).
E questo, indipendentemente dal consenso sociale elettorale di cui il Patrocinatore dispone (fosse anche...nullo!) essendo, anzi, l'unico punto del suo programma che potrà realizzare, in convenzione con l'Attuatore, costituito da una società commerciale specializzata nel supporto sia agli investitori, privati e pubblici, proprietari delle strutture produttive date in affitto alle cooperative, che alle cooperative stesse, fornendo strumenti e servizi per garantirne la sostenibilità, ed operando secondo logiche di mercato orientate al bene comune.
Grazie a questa performance, che non è alla portata di nessuna altra forza politica, il Patrocinatore potrà successivamente acquisire il consenso che gli consentirà di realizzare , da solo o in coalizione con altre forze politiche affini, gli altri punti del suo programma miranti tutti alla realizzazione del Civismo, un inedito modello socio-economico di tipo centrista, non utopico in quanto dotato di una prassi costitutiva ad ampia potenzialità di diffusione, caratterizzato dai vantaggi dei sistemi estremi ad oggi realizzati (Capitalismo e Collettivismo) ma scevro dai loro pesanti inconvenienti.
Durante il convegno, è stata citata una celebre frase di Albert Einstein: "Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono pieni di certezze, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. Nessun topo costruirebbe mai una trappola per topi".
Questo concetto ha suscitato una riflessione profonda sui meccanismi economici attuali e sul modo in cui le società umane spesso costruiscono sistemi che finiscono per limitarne la libertà e il benessere. Il modello dei Convivi, invece, si propone come un'alternativa che consente alle persone di riprendere il controllo sulla propria economia, evitando di cadere nelle stesse logiche che perpetuano le disuguaglianze e la precarietà.
Il Convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle strategie per bilanciare i modelli economici esistenti e costruire un futuro più equo e resiliente. Il Civismo, inedito modello socio-economico che prende forma dalla diffusione dei Convivi, discusso durante l’evento, si è rivelato una soluzione concreta e applicabile, capace di superare i limiti del capitalismo tradizionale e delle teorie economiche dominanti.
P.S.
Una prima forma del modello da noi sviluppato sta prendendo piede nella C.E.R. Comunità Energetiche Rinnovabili messa a punto dalla diocesi di Treviso, vedi
